La scala a 4 e 5 pioli, simbolo scaligero

La scala del CAITPR è sibolo della zona d'origine

by PASSIONECAITPR

La Razza Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido (CAITPR) è allevata su tutto il territorio nazionale italiano.

la scala è simbolo del territorio di origine

Zona d’origine è rappresentata dalle province di Verona, Padova, Vicenza, Venezia, Treviso, Udine, Rovigo e Ferrara.

Attualmente i principali ceppi sono riscontrabili in centro Italia, con numeri importanti nelle Provincie di Rieti, L’Aquila e Perugia.

Un nucleo consistente è censito in Puglia e nuove regioni in espansione sono  Marche e Basilicata.

Il marchio della razza CAITPR è rappresentato da una scala a 5 pioli racchiusa in uno scudo.

La domanda sorge spontanea: ma la scala ha 4 o 5 pioli?

In questo articolo approfondiamo il discorso della “scala“, grazie ad una bella ricerca di Veronica Remondini.

Le arche scaligere sono un capolavoro di scultura gotica del XIV secolo ospita le tombe dei signori della Verona Medievale, tra le quali ne spiccano in particolare tre: quella di Cangrande della Scala (1291 – 1329), quella di Mastino II (1308 – 1351) e quella di Cansignorio (1340 – 1375).

scala a 4 pioli

L’imponenza di queste opere tende a non farci notare (o a farlo con superficialità) il ricamo delle cancellate che le cingono.

Se guardassimo con attenzione, infatti, noteremmo che la scala riprodotta tra i fori della recinzione a guardia della tomba di Mastino II non è identica a quella presente sull’inferriata di Cansignorio.

La prima ha 4 pioli (foto a sinistra), la seconda ne presenta 5 (foto in basso a destra).

Questa differenza può essere stata notata nelle riproduzioni dell’emblema scaligero riguardanti associazioni o gruppi di diverso interesse culturale in relazione con la città (la Provincia di Verona stessa propone la scala a 5 pioli, mentre tra i due mastini dell’Hellas Verona F.C. è disegnata una scala a 4).

scala a 5 pioli

Ebbene, ricercando tra i tomi di due importanti biblioteche cittadine, si nota che questa discrepanza ha una base storica.
Archeologi e ricercatori hanno infatti registrato la discordanza del numero di pioli anche in altre riproduzioni.

Ad esempio, gli stemmi dipinti sull’arco della chiesa di Santa Anastasia mostrano la scala dorata a 4 pioli, l’urna di Cangrande in Santa Maria Antica è retta dai due cani coronati portanti lo scudo con la scala a 4 pioli. Sembra che la rappresentazione più antica dello stemma risalga al tempo di Alberto della Scala (signore di Verona nel 1277) ed abbia solo 4 gradini.

Quando avviene, dunque, il passaggio ai 5?

Per questa risposta possono aiutare alcune campane custodite a Castelvecchio, delle quali si conosce l’anno di fusione.

Quelle che portano la data di fusione 1321 e 1358 ospitano l’emblema della scala a 4 gradini, mentre quella fatta fondere nel 1370 da Cansignorio mostra la scala con un piolo in più.

Lo stesso monumento di Cansignorio presenta il piolo aggiuntivo.

Altre opere successive agli anni di regno di questo condottiero mostrano la scala a 5 pioli.
Scartata dunque l’ipotesi che gli scultori, fabbri, pittori, artisti dell’epoca prendessero alla leggera la rappresentazione dei simboli dei Signori delle loro terre aggiungendo o togliendo particolari a loro piacimento, e rintracciato il periodo di passaggio da uno stemma all’altro, rimane quindi da scoprire il movente.

Perchè Cansignorio avrebbe voluto modificare il secolare simbolo della sua famiglia?
Questo sembra ancora rimanere un punto che non offre spiegazioni soddisfacenti. Persino autori che hanno da poco riproposto al pubblico una dettagliata opera sulle Arche Scaligere e sui loro occupanti, in questo punto hanno dovuto accontentarsi di ipotesi recuperate in vecchie cronache, senza riuscire a dare delucidazioni più accettabili. La teoria più accreditata vuole che un ambizioso Cansignorio intendesse innalzare (anche solo di un piolo) il nome e le intenzioni della sua casata, così da poter arrivare più vicino alla sommità – come vuole il motto “Ad summa per gradus” – e da l’ammonire i suoi successori a non scendere, non fermarsi – “Nec descendere, nec morari”.

Quindi, al di là delle ambizioni dei protagonisti della storia della città, la scala a 5 pioli è e resta un’esortazione a fare e a fare sempre meglio… così come sta avvenendo proprio nella nostra razza.

Per approfondire le informazioni sul CAITPR, ecco un link molto interessante

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