PASSIONECAITPR: un ecosistema per la biodiversità

Aderire a PASSIONECAITPR non significa soltanto compilare una domanda e diventare soci di un’associazione di allevatori. Significa entrare a far parte di una rete che tiene insieme genetica, territorio, ricerca, etica e comunità, e che tratta la biodiversità non come un tema da citare, ma come un valore aggiunto da custodire e da mettere a frutto ogni giorno.

Conservare le razze da tiro in Italia

PASSIONECAITPR nasce come Associazione Nazionale Allevatori con uno scopo preciso, dichiarato dallo statuto fin dal suo articolo 4: “promuovere ed attuare tutte le iniziative che possono utilmente contribuire al miglioramento, alla valorizzazione, alla promozione, alla conservazione ed alla diffusione della razza” CAITPR, il Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido. Una razza da lavoro, nata per il traino agricolo, che la meccanizzazione ha reso via via più rara, come è accaduto a gran parte delle razze da tiro autoctone italiane: un patrimonio genetico e culturale che non scompare per una causa improvvisa, ma per lenta erosione, un capo alla volta.

È anche per questo che l’associazione promuove il confronto con allevatori e realtà che lavorano su razze da tiro riconosciute a livello internazionale: la conservazione di una razza autoctona non è mai un compito isolato, si regge sul dialogo con chi affronta la stessa sfida altrove.

Ma già l’articolo dello statuto che ne definisce gli scopi va molto oltre la conservazione della razza in senso stretto. Elenca oltre trenta finalità che intrecciano miglioramento genetico, valorizzazione economica, benessere animale, ricerca, didattica, inclusione sociale, comunicazione. Chi aderisce non firma per un compito unico: entra in un mandato volutamente ampio, che lo statuto stesso riassume in una delle sue formule più dirette, la promozione della “sintonia con la terra e la specificità dei territori“.

PASSIONECAITPR è un Ente Selezionatore riconosciuto.

Parco Regionale della Murgia Materana

Con Noi la biodiversità è sempre al centro

Non è un richiamo generico. È scritto nell’articolo 4 dello statuto: l’associazione “sostiene la salvaguardia della biodiversità e della variabilità genetica in generale” attraverso i programmi di miglioramento genetico e progetti pilota sperimentali; “difende i diritti degli animali in generale in quanto essere senzienti”; promuove “tecniche e filosofie atte a tutelare e valorizzare l’allevamento delle razze da tiro in armonia con la natura”, riconoscendo al cavallo da lavoro il ruolo, sancito dall’Unione europea, di sentinella ambientale. Lo stesso articolo prevede il sostegno alle ibridazioni riconosciute con la specie asinina, mulo e bardotto, per valorizzare anche la parte meno visibile della biodiversità equina italiana.

Non sono enunciati di facciata: sono clausole statutarie, sottoposte all’esame del Ministero vigilante (MASAF), che vincolano l’associazione tanto quanto qualsiasi altro obbligo previsto dallo statuto.

Un Centro Studi, non un elenco asettico di allevamenti

Per dare corpo a questi obiettivi, l’associazione ha istituito al proprio interno un comitato di ricerca dedicato, il Centro Studi per la Biodiversità Equina, affiancato da tecnici specializzati, con il compito di sostenere la ricerca e curare la redazione di materiali scientifici divulgativi. Lo statuto prevede inoltre lo sviluppo di piattaforme telematiche dedicate alla diffusione online degli scopi associativi. È qui che la biodiversità smette di essere un valore dichiarato e diventa un lavoro quotidiano: studio, divulgazione, presenza pubblica su un tema che riguarda tanto gli allevatori quanto chi allevatore non è mai stato.

Cavalli da tiro al pascolo in provincia dell'Aquila

L’etica è fondamentale

PASSIONECAITPR è un’associazione senza fini di lucro, apolitica, apartitica, aconfessionale. Adotta un proprio Codice Etico e un proprio Regolamento Associativo, entrambi vincolanti per chi aderisce quanto lo statuto stesso. Promuove il benessere animale non come principio astratto ma come attività concreta: dagli interventi assistiti con gli animali rivolti alla disabilità psichica e motoria e al disagio giovanile, alle attività didattiche nelle scuole per avvicinare i più piccoli al rispetto degli animali e alla cultura ambientale, fino alla possibilità, prevista dallo statuto, di intervenire nella denuncia di abusi e maltrattamenti. Qui l’etica non è un argomento di comunicazione: è un obbligo scritto, sorvegliato da un Organo di Controllo e da un Collegio dei Probiviri.

Più modi di essere dentro l’ecosistema

Lo statuto distingue diverse categorie di soci: fondatori, ordinari (gli allevatori con almeno un capo adulto), fruitori (chi conduce o coadiuva un allevamento senza esserne proprietario), sostenitori, benemeriti. È una distinzione tecnica, necessaria a governare in modo ordinato una comunità di allevatori. Ma va letta per quello che rende possibile, non solo per quello che regola: chiunque condivida gli scopi dell’associazione, allevatore o no, può aderire come socio sostenitore e partecipare a tutte le sue attività. Non serve possedere un cavallo per entrare a far parte dell’ecosistema. Serve condividere l’idea che la biodiversità, quella genetica e quella del paesaggio che la ospita, sia un valore da presidiare insieme.

Il benessere come principio di stabulazione

Un patrimonio da rendere visibile

Aderire a PASSIONECAITPR, in altre parole, non è un atto amministrativo. È scegliere di stare dentro una rete che unisce selezione genetica, ricerca scientifica, tutela del benessere animale, educazione e racconto del territorio, con un obiettivo dichiarato fin dall’atto costitutivo: non lasciare che la biodiversità zootecnica e rurale italiana resti un patrimonio invisibile, ma renderla visibile, misurabile e viva.

Lo statuto di PASSIONECAITPR M.G.P.S. (art. 4) indica tra gli scopi dell’associazione il miglioramento, la valorizzazione, la promozione, la conservazione e la diffusione della razza CAITPR, insieme al confronto con allevatori e realtà attive sulle razze da tiro riconosciute anche a livello internazionale.

Il Presidente e il Comitato Direttivo

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