Il CAITPR è una razza minacciata. Ma “minacciata” da chi?

by PASSIONECAITPR

Il Cavallo Agricolo Italiano da tiro Pesante Rapido, rientra nell’elenco delle cosiddette “razze minacciate di abbandono“.

In questa guida troverai molte nozioni utili per un approcciarti in maniera corretta all’argomento.


Innanzitutto dobbiamo partire da un assunto molto importante che prendiamo in prestito dall’Enciclopedia TRECCANI.

EXCURSUS SUL CONCETTO DI BIODIVERSITÀ

La diversità biologica o biodiversità non è semplicemente la diversità delle specie animali e vegetali presenti sul nostro pianeta. La biodiversità è la ricchezza e variazione strutturale, composizionale e funzionale su diverse scale dei sistemi viventi. Include, dunque, la variabilità genetica tra individui, la diversità tra le popolazioni e tra le specie, la diversità dei paesaggi, degli ecosistemi, dei biomi.

A ogni livello di scala si possono identificare le tre componenti della variazione; per esempio a livello genetico la variazione composizionale è misurabile, tra l’altro, dalla presenza di diversi alleli nel genoma di individui differenti, la variazione strutturale dalla presenza di polimorfismi, quella funzionale dal tasso di scambio genetico tra popolazioni.

A livello di paesaggio, la variazione composizionale è misurabile tra l’altro dalla rappresentazione di diversi tipi di habitat, quella strutturale da misure di frammentazione, quella funzionale dal flusso di energia e nutrienti.


Se Ti è ben chiaro questo passaggio possiamo andare avanti.

EFFETTI DELLA VITA MODERNA SULLA BIODIVERSITÀ

Data l’altissima densità di popolazione raggiunta dalla nostra specie, molte attività umane, precedentemente compatibili con la persistenza delle altre specie, sono divenute minacce alla biodiversità.

Agricoltura, pesca, industria, urbanizzazione, commercio sono la causa a livello globale dei processi che erodono il patrimonio mondiale di biodiversità.

Questi processi agiscono direttamente sulle specie (uccisione a scopo alimentare o commerciale) o sugli habitat in cui esse vivono.

I fenomeni più preoccupanti includono la degradazione, frammentazione e distruzione specialmente di alcuni tipi di habitat.

Nonostante siano ben evidenti il loro rapido declino e la loro importanza nel fornire servizi essenziali per l’uomo, foreste e acque dolci sono tuttora rapidamente degradate e distrutte e, come già ricordato in precedenza, quasi tutte le praterie naturali esistenti sul pianeta sono ormai state convertite in aree agricole.

Alla diretta distruzione e conversione degli habitat si aggiungono l’effetto pervasivo dell’inquinamento e quello del cambiamento climatico. Quest’ultimo ha ricevuto in anni recenti grande attenzione da parte dei media, anche grazie all’assegnazione nel 2007 del premio Nobel per la pace al Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change) per la sua attività scientifica e di informazione sul tema.

Sebbene la velocità del cambiamento climatico sia inferiore rispetto a quella di altri processi che minacciano la biodiversità, esso è molto più difficile da arrestare e agisce aumentando la velocità degli altri processi: la riduzione delle precipitazioni in alcune aree aumenta il consumo di acqua, specialmente per l’agricoltura; il cambiamento del clima modifica gli habitat, rendendoli in alcuni casi meno ospitali per le specie native che li abitano e favorendo al contempo la diffusione di specie non native.

Non tutte le specie sono egualmente sensibili ai processi che potenzialmente minacciano la biodiversità: esistono, infatti, tratti caratteristici intrinseci che rendono le specie più o meno suscettibili all’estinzione (A. Purvis, J.L. Gittleman, G.M. Cowlishaw, G.M. Mace, Predicting extinction risk in declining species, «Proceedings of the Royal Society of London B. Biological sciences», 2000, 267, 1456, pp. 1947-52).

Le specie che presentano una elevata specializzazione per un habitat, come accade, per esempio, per molti tipi di foresta tropicale, o che dipendono da poche altre specie per la loro sopravvivenza, come accade per alcuni predatori, sono particolarmente suscettibili ai cambiamenti del loro ambiente


Volevamo rassicurarti perchè l’estinzione non è sicuramente lo scenario che coinvolge ed interessa il CAITPR.

Armento CAITPR al pascolo sui Monti della Laga tra Lazio e Abruzzo

L’ISPRA E LA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ

Spunti utili e quanto mai attuali nella conferenza ISPRA per la conservazione della biodiversità, un tema attuale, spesso mal compreso e utilizzato con finalità non sempre adeguate.

Già nel Piano Strategico 2011-2020 si è parlato di una visione “di un mondo che vive in armonia con la natura”.

Negli obiettivi previsti entro il 2050 sarà essenziale valorizzare la biodiversità, conservarla, ripristinarla e usarla saggiamente.

Fondamentale la presenza delle razze equine autoctone, ambasciatrici delle diverse culture e simboli di una diversità genetica espressione delle aree marginali del nostro Bel Paese così incredibilmente eterogenee tra loro.

CURIOSITÀ

Ma che cos’è l’ISPRA?  É l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Un click qui per raggiungere il sito ISPRA


ETICA E SCIENZA DELLA CONSERVAZIONE

Una bella storia targata 1872

Dalla metà dell’Ottocento, come reazione alle rilevanti trasformazioni operate dall’uomo su ambienti naturali fino a quel momento intatti, si sviluppò a partire dagli Stati Uniti un movimento, filosofico prima ancora che scientifico, il cui obiettivo era sensibilizzare la pubblica opinione sull’importanza della natura per scopi diversi dal guadagno economico.

I principali fautori di questo movimento (Ralph W. Emerson, Henry D. Thoreau, John Muir) consideravano la natura un tempio dove ammirare l’opera di Dio.

Nacque, così, l’esigenza di conservare intatti vasti paesaggi naturali di particolare bellezza e nel lontano 1872 fu fondato il primo parco nazionale, lo Yellowstone National Park.

La biologia della conservazione è dunque, a differenza di altre, una scienza con una precisa missione: ridurre (neutralizzare) gli effetti negativi delle azioni umane sull’ambiente.

Per questo la biologia della conservazione è naturalmente interdisciplinare, ponendosi tra le scienze naturali (ecologia, evoluzione, genetica, botanica, zoologia) e le scienze sociali (sociologia, economia, politica).

La biologia della conservazione è una disciplina di crisi. Infatti, da un lato l’ecologia è una scienza ancora molto giovane e imperfetta, ricca di incertezze e con pochi principi unificatori; dall’altro la rapidissima crescita della popolazione umana è costantemente causa dell’estinzione di specie e dell’alterazione di ambienti.


Come ben sai, PASSIONECAITPR lavora dal oltre 15 anni alla conservazione del CAITPR, oggi considerata oggi una risorsa genetica.

Il Cavallo Agricolo Italiano è un ottimo produttore di Muli pesanti, finalizzazione ibrida della razza pura

MA COME POSSIAMO DEFINIRE UNA RISORSA GENETICA?

La Convenzione sulla diversità biologica definisce le risorse genetiche come “materiale genetico con un valore reale o potenziale“.

La Convenzione sulla diversità biologica (CBD, dall’inglese Convention on Biological Diversity) è un trattato internazionale adottato nel 1992 al fine di tutelare la diversità biologica (o biodiversità), l’utilizzazione durevole dei suoi elementi e la ripartizione giusta dei vantaggi derivanti dallo sfruttamento delle risorse genetiche.


In Italia esiste un apparato normativo che sancisce un elenco di RAZZE incluse nella cosiddetta “ANAGRAFE NAZIONALE DELLA BIODIVERSITÀ DI INTERESSE AGRICOLO E ALIMENTARE” – LEGGE 1° DICEMBRE 2015, N. 194.

In particolare il D.M. n. 39407 del 9 dicembre 2019 – Anagrafe Nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare riporta nell’allegato 2 tutte le razze considerate “risorse genetiche”.

Seguito a sua volta nel 2020 D.M. n. 9397041 del 23/12/2020  – Decreto Iscrizione all’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare delle razze iscritte nei libri genealogici e nei registri anagrafici.

Tutti questi Decreti fanno riferimento ad un regolamento europeo nato con lo scopo ben preciso di finanziare il cosiddetto SVILUPPO RURALE, attraverso fondi europei.

REGOLAMENTO (CE) N. 1974/2006 DELLA COMMISSIONE del 15 dicembre 2006 recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

A pagina 44 è interessante lo schema utile alla classificazione delle diverse specie.

Estratto REGOLAMENTO (CE) N. 1974/2006 DELLA COMMISSIONE del 15 dicembre 2006

Nella Gazzetta Ufficiale n. 171 trova pubblicazione il decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali concernente l’adozione delle Linee guida nazionali per la conservazione in-situ, on-farm ed ex-situ, della biodiversità vegetale, animale e microbica di interesse agrario.

Le Linee guida sono uno strumento standard utile quanto necessario per la conservazione e la caratterizzazione delle specie,varietà e razze locali in grado di dare piena attuazione al PNBA.

=> Linee guida per la conservazione e la caratterizzazione della biodiversità animale (10.58 MB)


LA CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SULLE RAZZE SECONDO LA FAO

Resta connesso… work in progress


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