La Carta di Pescasseroli e la comunicazione giornalistica: Premio Polidoro 2023

by PASSIONECAITPR

Nel corso della XXII edizione del Premio giornalistico intitolato a Guido Polidoro, che si è tenuto il 13 dicembre all’Aquila nella Sala conferenze di Palazzo dell’Emiciclo, durante la quale è stata presentata e firmata la “Carta di Pescasseroli, linee guida per la consapevolezza ambientale nella professione giornalistica”, proposta dai Consigli degli Ordini regionali dell’Abruzzo, Lazio e Molise e approvata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in occasione dei cento anni del Parco Nazionale d’Abruzzo.

PASSIONECAITPR ovviamente presente, testimone di una progettualità legata alla Biodiversità che lega i territori, la natura e le specie che la abitano.

I TESORI DELLA BIODIVERSITÀ

In un’epoca in cui il cambiamento climatico sta raggiungendo dimensioni allarmanti, il ruolo dei giornalisti nell’informazione e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica è centrale.

Un ruolo che deve essere svolto con responsabilità, impegno e piena consapevolezza.
Per questo, occorre individuare norme deontologiche che guidino i giornalisti nella modalità di copertura delle notizie relative all’ambiente.

Linee di indirizzo che hanno l’obiettivo di garantire sempre l’accuratezza e la trasparenza nell’ottica di generare una crescente dimensione empatica.
L’ambiente è un tema trasversale la cui tutela, anche nell’interesse delle future generazioni, è stata inserita appena un anno fa nei principi fondamentali della nostra Costituzione assieme a quella degli ecosistemi e della biodiversità così come quella degli animali.

L’ambiente incide su moltissimi altri campi della vita e riguarda l’intera società, dall’economia ai flussi migratori generati dalle crisi climatiche, fino alla convivenza tra comunità umane e fauna.

Conseguentemente, il giornalismo ambientale deve essere analizzato in modo sistemico, non solo come sezione di un media: siamo di fronte a un aspetto che integra la complessità della realtà che viviamo e quindi di notevole interesse pubblico.
L’adozione di queste linee guida sulla questione ambientale deve essere considerata un’opportunità per il mondo del giornalismo, al fine di erogare un’informazione completa, affidabile e su base scientifica.

Solo in tal modo l’informazione ambientale può aspirare a divenire centrale per la comprensione del mondo che ci circonda e per un maggiore rispetto dell’ambiente stesso.
La consapevole adesione alle norme ambientali e ai principi etici e professionali da parte dei giornalisti, unita alla conoscenza e alla corretta informazione dell’opinione pubblica su queste specifiche problematiche, diventa fondamentale per la creazione di una società in cui la tutela degli ecosistemi naturali sia un valore universalmente riconosciuto e accettato.

L’etica ambientale si basa su diversi principi cardine: la conoscenza della biodiversità, la giustizia ecologica, la sostenibilità nell’uso delle risorse, il valore della conservazione e la responsabilità di ognuno di noi nel rapporto uomo-natura.

Questi principi forniscono un approccio sistemico per la comprensione dei problemi ambientali e di come affrontarli mirando a favorire la migliore conoscenza possibile nei cittadini al fine di fornire a tutti gli strumenti per l’adozione di comportamenti
e scelte consapevoli. L’etica ambientale si propone di aiutare singoli e comunità a comprendere l’immane complessità di queste problematiche e a individuare strategie e soluzioni realmente sostenibili.
Gli Ordini dei Giornalisti d’Abruzzo, del Molise e del Lazio e Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, uno dei parchi più antichi d’Italia, che celebra quest’anno il centenario della sua legge istitutiva, con questo documento vogliono avviare un
percorso di collaborazione finalizzato alla crescita della conoscenza e della consapevolezza collettiva che la relazione tra essere umano e ambiente naturale è l’unica strada per garantire uno sviluppo sostenibile, la continuità e la conservazione delle risorse naturali per le future generazioni.
Istituito nel 1923, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise rappresenta una preziosa risorsa naturale che tutela una vasta area di circa 50.000 ettari, in cui convivono assieme alle comunità locali molte specie animali e vegetali.
Tra la fauna che popola il Parco, ci sono animali selvatici che si trovano nella lista delle specie a rischio d’estinzione. Tra questi: l’orso bruno marsicano, il camoscio d’Abruzzo, il gatto selvatico e la lontra.
La tutela della fauna è sempre stato uno degli obiettivi primari del Parco, avendo la sua istituzione consentito di evitare l’estinzione di specie uniche al mondo come l’orso marsicano, il lupo e il camoscio appenninico. Le azioni di tutela assicurate nel corso dei decenni, insieme ai progetti di conservazione hanno permesso a queste popolazioni di sopravvivere.

Addirittura, per il lupo e il camoscio, di cambiare lo stato di conservazione secondo la classificazione IUCN (Unione mondiale per la conservazione della natura).
Grazie ai programmi di conservazione degli habitat e della biodiversità, l’orso bruno marsicano – per esempio – ha visto il suo numero aumentare, passando da appena 30-40 esemplari negli anni ‘70 del secolo scorso agli attuali 60-70.

Nonostante questi progressi, la piena tutela della fauna non è ancora una meta raggiunta. Ci sono ancora molte sfide da affrontare, tra cui una tutta nuova perché dettata dai cambiamenti sociali del nostro tempo, la prevenzione del disturbo che i visitatori possono arrecare agli habitat e alle specie presenti, nonché quello più diretto verso i grandi mammiferi oggetto di attenzioni smodate per realizzare foto e video senza alcuna consapevolezza dei danni che si possono procurare.

Inoltre, sono necessari maggiori sforzi per sensibilizzare i cittadini residenti e turisti sull’importanza di questa fauna e sulla necessità di proteggere la biodiversità e gli ecosistemi.
Il centenario dell’istituzione del Parco è l’occasione per riflettere su etica, bioetica, sul valore degli ecosistemi e sulla necessità di gestire in modo sostenibile le risorse ambientali. Siamo tutti responsabili della tutela della fauna e dell’ambiente in cui
viviamo, e dobbiamo impegnarci a preservarlo per le generazioni future.

Solo così potremo garantire un futuro sano ed equilibrato per il nostro pianeta e per tutte le specie che vi abitano.
La salvaguardia della fauna è un tema di grande attualità. Per il mondo dell’informazione è importante la consapevolezza della ricaduta che la narrazione giornalistica ha sulla sfera pubblica. Gli Ordini dei Giornalisti d’Abruzzo, del Molise e del Lazio e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con l’approvazione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, suggeriscono e fanno proprie alcune linee guida per un’etica ambientale che trovi piena attuazione nella professione giornalistica.

  1. Accuratezza: è fondamentale fornire informazioni accurate e verificabili, citando sempre le fonti, soprattutto scientifiche. Le informazioni fornite devono essere il più possibile esaustive, basate su fonti attendibili e riconosciute. I dati e le statistiche devono essere sempre verificati e analizzati criticamente.
  2. Equilibrio: è importante presentare tutti i punti di vista pertinenti.
    I giornalisti devono cercare di evitare la parzialità – se non nelle parti dichiaratamente di commento e specificandolo al lettore – presentando le notizie in modo equilibrato e plurale. In questo modo, il pubblico può formarsi un’opinione completa e consapevole.
  3. Proattività: i giornalisti dovrebbero essere proattivi nel promuovere gli argomenti ambientali. Oltre a riportare le notizie, dovrebbero anche cercare di diffondere la consapevolezza ambientale e dare visibilità alle soluzioni sostenibili.
  4. Responsabilità: i giornalisti devono assumersi la responsabilità del contenuto e delle sue conseguenze anche in tema ambientale. Devono evitare, ovviamente, oltre che la diffusione di informazioni false e ingannevoli l’utilizzo di notizie e filmati che abbiano il solo fine sensazionalistico.

COMUNICATO ANSA

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PALAZZO DELL'EMICICLO - REGIONE ABRUZZO

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