Grasso è bello… insomma eh!

by PASSIONECAITPR

PUNTO 1PUNTI DI VISTA E SPUNTI DI RIFLESSIONE

É facile accorgersi quando un cavallo è sottopeso, ma può essere più difficile stabilire se il cavallo è sovrappeso, soprattutto perché spesso il nostro gusto estetico ci porta a prediligere i cavalli dall’aspetto più pasciuto.

Sempre, naturalmente, con i doverosi “distinguo”.

Esiste tuttavia un livello ottimale di grasso nel cavallo, che è in rapporto con la razza, la genetica, l’età, la quantità e il tipo di lavoro giornaliero.

Oltre questo livello ottimale l’eccesso di grasso corporeo mette a rischio la salute del cavallo affliggendolo con problemi che vanno dall’affaticamento respiratorio e cardiaco, ai problemi osteoarticolari, all’infertilità, fino ad arrivare alle laminiti, al diabete e alle malattie cardiovascolari per citare solo i principali.

Il sovrappeso può anche influenzare negativamente le performance quotidiane del cavallo: è necessario quindi mettere a punto un piano nutrizionale che aspiri a raggiungere e mantenere quanto più possibile il peso forma.

Per stimare la condizione corporea del nostro cavallo un metodo utile è stabilire il suo Body Condition Score (BCS).

Questo parametro è un buon indicatore dell’entità dei depositi adiposi e si ottiene con una valutazione dell’aspetto generale del cavallo secondo una scala di punteggio da 0 a 5 (metodo francese), in cui lo 0 corrisponde al cavallo emaciato e 5 al cavallo obeso.

In America la stessa scala si estende da 0 a 9 includendo più sfumature dei diversi livelli.

Il Body Condition Score è un metodo standardizzato per valutare la quantità di grasso corporeo nel cavallo. La condizione corporea può essere influenzata da vari fattori quali disponibilità di alimento, attività riproduttiva, condizioni di stabulazione, esercizio fisico o lavoro, parassiti, problemi dentali, malattie e gestione dell’alimentazione.

Il BCS è un metodo per valutare se un cavallo ha una corretta condizione corporea e si può applicare a tutti i tipi di cavalli.
Questo sistema va ad esaminare 6 zone anatomiche: a seconda del grasso presente in ciascuna area, viene attribuito un valore da 0 a 5, dove 0 è eccessivamente magro e 5 è eccessivamente grasso.

 La valutazione viene effettuata tramite il tatto e l’osservazione delle zone coinvolte.

Le aree anatomiche che vengono considerate sono:
1. Collo
2. Garrese
3. Zona dei reni
4. Attaccatura della coda
5. Costole
6. Spalle



La condizione di mantenimento è argomento di fondamentale importanza.

☢️ Non più cavalli cosiddetti “biafra” ma neppure quelli etichettati “pop-corn”.

PUNTO 2 L’OCCHIO DEL PADRONE INGRASSA IL CAVALLO

Una delle considerazioni ricorrenti fatte dai nostri tecnici durante le prime valutazioni morfo-caratteriali è che molto spesso la condizione di mantenimento dei cavalli risulta essere un argomento che non sempre trova la corretta collocazione in termini di benessere.

Partiamo da un presupposto sacrosanto: troppo magro e troppo grasso sono condizioni ugualmente penalizzanti per qualunque essere vivente.

Un vecchio detto popolare recita così: “il troppo stroppia” e naturalmente vale per gli eccessi in qualunque direzione: troppo e troppo poco.

Unica eccezione che ci sentiamo di concedere è quella per le forme artistiche di Botero.

In molti fin dalla fine del 1800 si sono prodigati nella schematizzazione di trattati e tabelle che potessero essere esemplificativi.

Molto più semplicemente oggi si può riassumere la condizione ottimale come forma di rispetto del BENESSERE DEL CAVALLO.


PUNTO 3 – NON É GRASSO, HA LE OSSA GROSSE

Anche per i Cavalli è sempre più facile sentire dai proprietari le stesse giustificazioni che spesso abbiamo sicuramente sentito anche per  uomini e donne corredati da una buona dose di sovrappeso.

Non è grasso/a, ha le ossa grosse.  Non è magro/a, solo che brucia velocemente tutto quello che mangia.

Fa sorridere eppure è così.

Se da un lato è vero che struttura e metabolismo incidono come per tutti gli esseri viventi sull’aspetto estetico, tuttavia stabilire i giusti principi di cura dell’alimentazione dei nostri cavalli rappresenta un punto fondamentale.

Cerchiamo di tenere ben presenti  2 considerazioni di una certa importanza.

1. Il cavallo non è un maiale e tantomeno un ruminante: gli alimenti che scegliamo devono essere specifici. Il fatto che i cavalli tollerino nel breve periodo alcune somministrazioni  nate per altre specie non significa che poi tutto ciò non si ripercuoterà sulla loro salute nel lungo periodo.

2. I cambi di alimentazione e delle modalità di somministrazioni possono essere la causa di tanti malesseri per i nostri cavalli. La costanza è un valore assoluto. A volte persino gli orari possono essere ottimi aiuti nella gestione quotidiana.

Lo stallone in foto si presenta in una condizione eccessiva (per non dire estrema) di mantenimento

PUNTO 4 – MA QUANTO PESA IL TUO CAVALLO DA TIRO? DIPENDE…

Se hai mai valutato la razione del tuo cavallo o provato a calcolare una dose appropriata di vermifugo per un cavallo in crescita, saprai che una stima accurata del peso corporeo del tuo cavallo è importante per risultati efficaci. 

Tutti sanno che una bilancia o una pesa industriale è probabilmente il modo migliore per valutare il peso reale del tuo cavallo, ma spesso non è sempre facile da raggiungere. 

I proprietari di cavalli hanno accesso ad altri strumenti per stimare il peso corporeo dei loro cavalli. 

L’uso di un metro a nastro può darti le informazioni necessarie per utilizzare una qualsiasi delle formule disponibili per calcolare il peso corporeo di un CAVALLO DA TIRO utilizzando le misurazioni del corpo.

Ecco le misure che devi essere in grado di rilevare con precisione.

Peso corporeo (kg) =

[circonferenza toracica   x lunghezza del corpo in linea retta  x altezza al garrese  x circonferenza del collo  / 1181 (coeff.)

Il calcolo è attendibile al 96% e ha una variabilità intorno a 28 kg in eccesso o difetto.

Questa formula per i cavalli di taglia XXL, sebbene accurata, può essere scoraggiante a causa di tutta la matematica coinvolta. 

Prendi una buona calcolatrice, resta un ottimo modo per monitorare il peso del cavallo e soprattutto abituarlo ad infinite manipolazioni.

DIPENDE…  DA CHE DIPENDE?

Dipende da come lo gestisci quotidianamente e se riesci ad avvicinarlo in sicurezza.

Innanzitutto vogliamo regalarti una formula attendibile al 96% che si rivelerà anche un ottimo modo per far di conto e per testare il livello di confidenza con il tuo cavallo.

Eh sì… se non riesci ad avvicinarti in sicurezza al tuo cavallo, torna al punto 1. Probabilmente è meglio che ti dedichi a dipingerli, anche se non sei Botero.

La sicurezza prima di tutto, sempre.


Ti sembrerà alquanto strano trovare Botero (Meddellìn,  Colombia – 1932) in prima pagina con le sue figure così incredibilmente GRASSE.

Partiamo proprio dalla critica e scopriamo insieme come mai l’Artista di Medellìn abbia trovato il suo tratto distintivo nella cosiddetta dilatazione delle forme.

Tutto ebbe inizio nel 1956, quando l’artista all’età di 24 anni, applicò la sua prima “dilatazione” ad un mandolino.

L’artista stava dipingendo uno studio per una natura morta e raffigurò il foro di risonanza dello strumento in proporzioni decisamente più piccole rispetto al normale, con la conseguenza che il mandolino risultava molto più tozzo e allargato rispetto a un mandolino raffigurato con il foro nelle proporzioni corrette.

L’artista fu allo stesso tempo colpito e visceralmente attratto da questa forma dilatata oltre il naturale, perché gli evocava una profonda sensualità.

Dopo aver dunque “dilatato” il mandolino, Botero trovò il suo stile, e iniziò a dilatare i volumi, le forme di altri oggetti, di animali, di esseri umani, conferendo a tutti quell’aspetto “grasso” che costituisce un po’ il suo marchio di fabbrica.

L’artista, come ha avuto modo di affermare in più di qualche intervista, associa le forme dei suoi soggetti al piacere, all’esaltazione della vita, perché l’abbondanza comunica positività, vitalità, energia, desiderio: tutti concetti che hanno a che fare con la sensualità, intesa tuttavia non tanto in senso erotico quanto come espressione di piacere.

Si tratta di una concezione ancestrale, radicata nel sostrato culturale delle società primitive, incluse quelle dell’America Latina, per le quali bellezza e abbondanza erano concetti strettamente collegati.

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