NASCE IN ITALIA IL POLO INTERNAZIONALE DELLE RAZZE DA TIRO
Un progetto unico che interessa i principali protagonisti sul pianeta
Il Centro Studi per la Biodiversità di PASSIONECAITPR annuncia la nascita della prima struttura dedicata alla conservazione, alla ricerca e alla ricostruzione storica delle razze equine da tiro e da lavoro. La condivisione progettuale con l’Endangered Equine Alliance, nata dalla collaborazione con DiscoverTheHorse, proietta l’Italia al centro della rete globale di tutela del cavallo da lavoro.
L’Aquila, marzo 2026 — Il Centro Studi per la Biodiversità dell’Associazione PASSIONECAITPR M.G.P.S., organo statutario dedicato alla ricerca e al miglioramento continuo delle attività di conservazione delle risorse genetiche, annuncia la nascita del Polo Internazionale delle Razze da Tiro in Italia.
La prima struttura nel panorama zootecnico nazionale interamente dedicata alla conservazione, alla valorizzazione scientifica e alla ricostruzione storica della presenza delle razze equine (ma non solo) da tiro e da lavoro nel nostro Paese.

Il Polo ha sede nell’Aquilano, nel cuore dell’Appennino centrale, in prossimità del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga – territorio dove pratiche millenarie di monticazione e transumanza, Patrimonio Immateriale UNESCO, continuano a plasmare il rapporto tra uomo, animale e paesaggio.
Da DiscoverTheHorse all’Endangered Equine Alliance: una traiettoria internazionale
La dimensione globale del Polo trova la propria genesi in un percorso preciso, che ha trasformato la visibilità internazionale in cooperazione strutturata.
Nell’aprile 2025, la testata americana DiscoverTheHorse – il progetto di documentazione della biodiversità equina mondiale ideato dalla filmmaker Alyssa Mathews, che ha cavalcato oltre 150 razze in tutti i continenti – ha realizzato uno speciale dedicato al Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido, documentando la razza negli allevamenti della provincia di Verona in collaborazione con PASSIONECAITPR (il racconto completo è disponibile qui).
Quello speciale non è rimasto un episodio isolato. Ha gettato le basi per una relazione che si è progressivamente estesa fino a coinvolgere l’Endangered Equine Alliance, iniziativa della Livestock Conservancy dedicata alla salvaguardia delle razze equine a livello mondiale.
L’Endangered Equine Alliance: un punto di riferimento mondiale per la conservazione equina
Programmi e progetti condivisi
L’Endangered Equine Alliance (EEA) è il programma di punta della Livestock Conservancy – l’organizzazione statunitense che da quasi cinquant’anni lavora per impedire l’estinzione delle razze domestiche nel continente nordamericano. Nata nel 2018 dal primo Endangered Equine Summit ospitato dalla Texas A&M University, l’Alliance riunisce oggi oltre 75 tra associazioni di razza, centri di ricerca, istituzioni sportive e operatori del settore equino, configurandosi come la più ampia piattaforma di cooperazione al mondo specificamente dedicata alle razze equine conservate.
Tra i risultati più significativi dell’EEA figura la creazione, in collaborazione con il National Animal Germplasm Program dell’USDA, della prima banca nazionale del germoplasma equino – un vero e proprio archivio di sicurezza genetica per le razze minacciate -, la pubblicazione del manuale Advanced Reproductive Technologies for Equine Breed Conservation (realizzato con Texas A&M University e University of Pennsylvania, oggi alla seconda edizione), e l’attivazione di una rete di laboratori che offrono servizi di crioconservazione a condizioni agevolate per le razze incluse nella Conservation Priority List.

Il fatto che una struttura di questo profilo riconosca nel Centro Studi per la Biodiversità di PASSIONECAITPR un interlocutore con cui condividere obiettivi e progettualità rappresenta un riconoscimento che proietta il Polo Internazionale delle Razze da Tiro ben oltre i confini nazionali, collocandolo nel circuito delle realtà che, a livello globale, stanno definendo i protocolli e le strategie per la valorizzazione delle razze da lavoro nel XXI secolo.
Ricostruire la storia: le razze da tiro nella penisola italiana
Un’enciclopedia vivente di dati raccolti
Tra gli obiettivi fondativi del Polo figura un impegno che nessuna istituzione aveva finora assunto in modo sistematico: la ricostruzione storica della presenza delle razze da tiro in Italia.
Non solo il CAITPR – la cui selezione ufficiale iniziò con l’immissione di sangue bretone su fattrici della pianura padana – ma l’intero mosaico di razze pesanti e da lavoro che hanno attraversato la storia agricola, militare e culturale della penisola.
Dai cavalli impiegati nelle bonifiche, alle razze che percorrevano i tratturi assieme alle greggi, dai muli appenninici che hanno costruito le infrastrutture del Paese, ai bardotti custoditi nelle economie di montagna: un patrimonio di geni, saperi e relazioni uomo-animale che rischia di essere cancellato dall’oblio prima ancora che dalla genetica.
Il Centro Studi per la Biodiversità intende produrre una mappatura documentata, incrociando fonti archivistiche, genealogiche e genetiche, per restituire profondità temporale a razze che troppo spesso vengono percepite come relitti folkloristici anziché come infrastrutture viventi dei territori.
Una rete di cooperazioni scientifiche senza precedenti
Imperativo: le razze da tiro e da lavoro in Italia al centro della conservazione
Il Polo opera all’interno di un ecosistema di collaborazioni accademiche costruito da PASSIONECAITPR nell’arco di oltre vent’anni. In ambito italiano, il Centro collabora con l’Università degli Studi di Teramo – in la Scuola in Fisiopatologia della riproduzione Animale guidata dal Prof. Augusto Carluccio, con cui l’Associazione ha condiviso anche la rappresentanza italiana agli Stati Generali del Mulo in Europa (Francia, 2024) – e con ricercatori dell’Università degli Studi di Bari, ateneo con una consolidata tradizione di studi sulle razze autoctone del Mezzogiorno e sulle dinamiche genetiche delle popolazioni equine mediterranee.
Sul versante iberico, la rete si estende alla Universitat Politècnica de València e alla Universidad de Las Palmas de Gran Canaria, centri di eccellenza nella genetica delle razze locali e nella valorizzazione delle risorse zootecniche del bacino mediterraneo. Nell’Europa orientale, il dialogo scientifico si articola con l’Università di Scienze Agricole e Medicina Veterinaria “Ion Ionescu de la Brad” di Iași (Romania) e la Trakia University di Stara Zagora (Bulgaria), istituzioni che custodiscono un patrimonio di conoscenze sulle razze da lavoro dell’area balcanica e carpatica.
In Francia, la collaborazione con VetAgro Sup di Clermont-Ferrand rafforza il legame con la tradizione del cavallo da tiro dalla quale storicamente discende lo stesso CAITPR attraverso la linea bretone. Il fronte tedesco annovera l’Università di Hohenheim (Stoccarda) e la Georg-August-Universität Göttingen, atenei con una tradizione di eccellenza nella genetica delle popolazioni animali e nella ricerca sulle razze a limitata diffusione.
L’orizzonte si allarga verso l’Asia con la Mongolian University of Life Sciences – cuore scientifico di un Paese dove il rapporto tra uomo e cavallo costituisce il fondamento dell’identità nazionale – e la Seoul National University (Corea del Sud), polo d’avanguardia nella genomica applicata alle scienze veterinarie.

La rete europea del cavallo da lavoro: federazioni, associazioni e comunità di pratica
Al centro le razze da tiro e da lavoro in Italia al centro della conservazione
Accanto alla dimensione accademica, il Polo si inserisce in una capillare rete europea di associazioni, federazioni e comunità di pratica. Sul piano istituzionale continentale, PASSIONECAITPR dialoga con la FECTU — Fédération Européenne du Cheval de Trait pour la promotion de son Utilisation e con il Comité Européen du Cheval de Travail.
La mappa delle collaborazioni associative copre l’intero arco del continente: in Austria, la Österreichische Interessensgemeinschaft Pferdekraft (ÖIPK) e Die Ländlichen — Reiter und Fahrer Österreich; in Belgio, Cheval et Forêt; nella Repubblica Ceca, il Centrum slezského norika; in Danimarca, il Dansk Køre Forbund; in Finlandia, la Suomen Työhevosseura; in Francia, Hippotese, Prommata e l’Institut National des Équidés de Travail (INET); in Germania, l’Interessengemeinschaft Zugpferde eV; in Lituania, l’Associazione lituana degli allevatori di cavalli da tiro; in Lussemburgo, il Touristcenter Robbescheier; in Norvegia, Arbeidshesten; in Portogallo, l’APTRAN — Associação Portuguesa de Tracção Animal; nel Regno Unito, la Southern Counties Heavy Horse Association e i British Horse Loggers; in Spagna, l’Associació Catalana de Tracció Animal (ACTA), l’Asociación Nacional de Tracción Animal — ANTA La Esteva e l’Asociación Galega de Tracción Animal — A Molida; in Svezia, Föreningen Sveriges Hästkörare; in Svizzera, IGA Interessengemeinschaft Arbeitspferde e Verein Freunde Schwerer Zugpferde.
Questa trama – che abbraccia diciassette Paesi tra università, federazioni e associazioni di settore – restituisce la misura reale dell’ampiezza del progetto e conferma il ruolo di PASSIONECAITPR come nodo centrale nella rete europea della conservazione del cavallo da tiro e da lavoro.
A questa rete si aggiunge la collaborazione – ormai ventennale – con il Centro di Riabilitazione Equestre di Villa Buon Respiro (Gruppo San Raffaele), punto di riferimento nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali.
Servizi tecnico-scientifici per la conservazione attiva delle razze da tiro e da lavoro in Italia in fase di conservazione
Il Polo non è una vetrina. Eroga servizi operativi ad alto contenuto specialistico: calcolo e monitoraggio dei tassi di consanguineità, piani di accoppiamento guidato su base genealogica e genomica, consulenza veterinaria specializzata per razze pesanti, verifica delle discendenze da razze estere attraverso indagini molecolari, caratterizzazione morfologica, assistenza tecnica alla gestione del pascolo estensivo e formazione specialistica per allevatori custodi. Una piattaforma integrata che traduce la conservazione in prassi quotidiana, strutturata e misurabile.
2026: l’anno della convergenza, come anno dei Pastori e dei Pascoli riconosciuto dalla FAO
La nascita del Polo si inserisce in una straordinaria convergenza: il 2026 è Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori (ONU-FAO), L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura – con PASSIONECAITPR tra gli Ambasciatori della Cultura nel filone “Multinaturalità – in Armonia con l’Ambiente” – più vivo che mai.
In questo quadro, il Polo Internazionale delle Razze da Tiro non è soltanto un atto istituzionale: è la dichiarazione che l’Italia intende tornare protagonista nella conservazione del cavallo da lavoro, con una credibilità scientifica, una rete internazionale e una visione editoriale – incarnata dal progetto #SAVETHEBIODIVERSITY, Portale Nazionale della Biodiversità – che oggi non ha equivalenti nel panorama nazionale.
«Le razze da tiro non sono il passato dell’agricoltura. Sono l’infrastruttura vivente dei territori, il presidio biologico delle aree interne, lo strumento più antico e più contemporaneo di gestione sostenibile del paesaggio. Il Polo nasce per dimostrarlo con i fatti, i dati e le alleanze giuste.»
Annalisa Parisi
Annalisa Parisi – Centro Studi per la Biodiversità PASSIONECAITPR
Ambasciatori della Cultura per L’Aquila 2026

